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Il trappeto e il frantoio ipogeo nel Salento

Frantoio ipogeoFrantoio ipogeo
Il trappeto è il testimone nascosto di una civiltà millenaria. Una civiltà difficile e pesante, uomini e animali allo stesso modo asserviti alla macchina. La fatica estenuante e il lavoro insopportabile erano però necessari per ottenere, dopo lunghi processi di lavorazione, l'oro liquido dell'economia salentina: l’olio di oliva. I frantoi ipogei, anticamente chiamati trappeti sotterranei perché situati a 5/6 metri di profondità, erano scavati nella roccia. Riflettono l’economia contadina del millecinquecento e testimoniano la difficile realtà contadina dell’epoca. All'interno dei frantoi, vi era uno spazio abbastanza ampio che serviva ad accogliere le olive che poi sarebbero state macinate in base al proprio turno di molitura. Vi era poi una capace vasca, alta 70 cm e con un diametro tra i 350 e i 370 cm, dove venivano depositate le olive e all’interno della quale giravano due pesanti ruote di roccia alte da 170 a 180 cm; ruote o pale che giravano grazie al tiro di animali, spesso asini o muli, che venivano bendati per evitare il capogiro dovuto al lento e incessante girare intorno.

 

 Muretti a secco    Le pajare e le liame
 Trappeti, Frantoi ipogei    Masserie
 Torri colombaie    
TRAPPETO FRANTOIO: Photo Gallery
Frantoio ipogeo Frantoio ipogeo 2 Pressa Frantoio ipogeo Trappeto